ALLE SARDINE PREFERISCO LE ACCIUGHE

L'acciuga è un pesce particolarmente apprezzato in liguria. E' buono, è apprezzato sia in conserva (sotto sale, olio, in pasta...) che in frittura o insieme agli spaghetti. La sardina è piena di grassi, e si può mangiare abbastanza piacevolmente soltanto dopo averne estratto le interiora ed averla arrostita sulle braci. Le acciughe non le manda nessuno. Le sardine sono prezzolate e mandate da gruppi legati al PD, alle Lobby bancarie e finanziarie internazionali (e a molti altri) al solo scopo di creare artificialmente un nuovo movimento politico "Nato dall'alto" e non da una spontanea aggregazione popolare. Le sardine, insomma, rischiano di diventare il nuovo Movimento 5 Stelle e di sostituirlo, ora che si trova in crisi profonda. Ma noi non abbocchiamo. Come fanno le acciughe, nuotiamo libere nei nostri mari e non ingoiamo nessuna esca che i perfidi pescatori lanciano nelle acque. Siamo fiere della nostra bontà e libertà e, soprattutto, non abbiamo nessuno alle spalle....

ROBERTO SENSONI - LA SPEZIA 15/02/2020

ROBERTO SENSONI

PER UN DC CENTRISTA, ANTIFASCISTA, MODERNA E NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE

Per quanto noi tutti, attivisti ed “architetti” della “nuova” Democrazia Cristiana, non si desideri altro che veder rinascere e rifiorire l’antico e potente partito dello scudocrociato, ebbene noi non lo faremo in maniera acritica, ma cercheremo di cogliere nella sua essenzialità quanto vi è di nuovo nello scenario politico contemporaneo! I motivi di questa scelta sono ovviamente molteplici e partono dalla più che ovvia constatazione che il contesto politico attuale è ben diverso da quello degli anni ’43 e seguenti , allorquando nacque la Democrazia Cristiana. Alleati ed avversari oggi sono molto diversi da allora; diverse sono le situazioni sia sotto il profilo interno che dal punto di vista internazionale; diverso è l’approccio della Chiesa verso questo nostro partito politico. Ed infine noi (purtroppo…) non siamo “loro”. Certo non vogliamo sminuire il nostro credo. le nostre profonde convinzioni sul piano etico e socio-politico, la nostre capacità ed onestà di intenti (cosa non da poco, soprattutto in termini di onestà …). E’ nostra intenzione quindi riproporre il contenuto essenziale della proposta democristiana: un partito democratico, popolare, pluralista, interclassista, ispirato ai valori della tradizione cristiana. Una volta, nella definizione “istituzionale” della Democrazia Cristiana. si riportava a chiare lettere anche il termine “antifascista”. Un termine che un tempo aveva un valore quasi “sacrale”, per ricordare le battaglie e la lotta della Resistenza contro l’assolutismo fascista che nel ventennio provocò ferite sanguinose al concetto di democrazia che il partito evidentemente metteva alla base della sua azione politica. A mio avviso quel termini deve ancora rimanere nella definizione “istituzionale” istituzioneale” della Democrazia Cristiana per significare la nostra contrarietà ad ogni forma di fascismo, ancorché in forma più moderna ed edulcorata come quella che ci viene offerta anche in questa nuova vergognosa legislatura. Se fascismo sta per autoritarismo, verticismo, assenza di democrazia non sono è stata forse una elezione “fascista” quella che lo scorso 4 marzo 2018 ha visto comporsi un Parlamento avulso dalla volontà popolare, la cui lista di componenti era stata preconfezionata dalle segreterie dei vari partiti politici che chiusi e garantiti da norme elettorali fatte a proprio uso e consumo? Potremmo continuare a disquisire di quanto “fascista” sia stata quella consultazione elettorale a suffragio ben poco universale, perlomeno nel senso che intendevano i nostri padri costituenti. E ben “fascista” è stato l’epilogo che ha portato due forze politiche che in campagna elettorale ne hanno dette di tutti i colori a fare – subito dopo l’esito elettorale che non promuoveva nessuna delle due – a fare la pace e governare insieme non certo per il cosiddetto bene comune, ma per il bene proprio. Se poi vogliamo dare ascolto a Giovanbattista Vico, filosofo napoletano del ‘700, che elaborò la famosa teoria dei “corsi e ricorsi storici”, ebbene, possiamo star certi che la “nuova” Democrazia Cristiana per cui stiamo lottando avrà connotati diversi in maniera rimarchevole. Sì è  vero che la storia si ripete, ma il percorso non avviene attorno ad una struttura circolare piana bidimensionale, bensì attorno ad una struttura elicoidale. Cosa significa questo? Significa che la storia replica, sì, ma non replica tornando al solito preciso punto. Replica sullo stesso asse di una volta, ma ad un punto corrispondente e situato più in alto sugli anelli della spirale tridimensionale. Insomma, i motivi cui abbiamo accennato sopra, insieme agli elementi della teoria Vichiana, dicono a chiare lettere che certi fenomeni storici (o politici) accadono una volta soltanto e che, anche se essi paiono ripetersi, lo fanno solo in sostanza ma non in forma e sostanza insieme. Amici, accontentiamoci della seconda, visto che la forma sarebbe necessariamente vuota parodia, e che forma e sostanza non si ricombineranno mai più alla stessa maniera. Da qui la duplice necessità di dare da un lato il giusto epilogo a quanto compiuto in questi venticinque anni di “Resistenza democristiana” nei quali è stata tenuto in vita quel percorso di continuità storica, politica e giuridica della Democrazia Cristiana. Dall’altro la necessità di ricostruire una “nuova” Democrazia Cristiana: moderna, agguerrita ed al passo con i nuovi tempi. Una DC nostra…! Ed ai soliti “bastian contrari”,  che certamente troveremo ancora una volta sul nostro cammino non possiamo che ricordare il monito degasperiano e l’invito ad unirsi a noi per essere ancora “liberi e forti” come un tempo.

La Spezia - 26/01/2020

di Roberto Sensoni * sensoni@gmail.com

Coordinatore regionale D.C. Liguria

Per una seria lotta contro:

disoccupazione lavoro precario basse retribuzioni corruzione diseguaglianze sociali e territoriali globalizzazione dei mercati immigrazione clandestina evasione fiscale.

Per un serio impegno a favore di:

famiglia natalità tutela della salute salvaguardia dell'ambiente diritti sindacali diritto allo studio espansione della democrazia estensione delle libertà allargamento della solidarietà riduzione delle tasse a persone e imprese.

Finanza Internazionale e Glebalizzazione mondiale

  A partire dal 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, il Capitalismo Internazionale venne a trovarsi senza più nemici. L’implosione del Socialismo Reale, con la sconfitta del Regime Comunista Sovietico, cancellò, di fatto, l’antagonismo fra Liberismo Economico ed Economia Statalista Programmata. I pochi Paesi Comunisti ancora rimasti, data la loro scarsa rilevanza, come Cuba ed altri ancor minori, non riuscirono mai ad influenzare la Filosofia Commerciale Mondiale concepita dalla Grande Finanza e dalle Lobby Multinazionali. Neppure la vasta e popolosa Cina vi riuscì, pur chiudendo i propri confini a presenze ed influenze straniere, allora come ancor oggi, e realizzando uno strano mix di politica marxista e produzione industriale di stampo neo-liberista. Ecco come, dall’epoca del Pensiero Duale (Liberismo-Marxismo), si è passati al dominio incontrastato del Pensiero Unico, quello Liberista della Globalizzazione. Ora, bisogna comprendere come l’Imperialismo del Denaro, Americanocentrico, abbia avuto (ed ha tuttora) bisogno di realizzare fino in fondo quella mostruosità che è sotto gli occhi di tutti: la Globalizzazione Mondiale, appunto, cioè un sistema atto a far circolare liberamente le merci, i capitali e la manodopera, ad abbattere confini e dazi, a favorire la delocalizzazione di industrie nazionali in paesi in cui il costo del lavoro è il più basso possibile, e ad importare (forzosamente o meno) grandi masse di lavoratori, a basso costo e senza diritti sindacali né di cittadinanza, per metterli in concorrenza con gli omologhi locali, meglio retribuiti e formalmente protetti da ammortamenti sociali stabiliti per legge., traendone tanto maggiori profitti quanto più riesce ad impoverire sia le nazioni industrializzate che quelle del Terzo e Quarto Mondo. La precarietà del lavoro (sempre sottopagato e di incerta durata) è sotto gli occhi di tutti, così come la mercificazione di ogni oggetto, del pensiero anche morale, e dell’essere umano stesso. Il mondo aperto, globale non oppone più confini alla circolazione delle merci, del denaro, della manodopera, ma è divenuto un “Piano Inclinato” che facilita il “libero scambio” di uomini, di cose e di enormi masse di valuta. Nei risvolti di questa brutta piega che il mondo intero ha preso, vi è inoltre un’altra mostruosa faccenda: l’omogenizzazione culturale e sociale che si condensano nel succitato “Pensiero Unico”, pensiero che ha spiazzato ogni concorrenza, ogni opinione diversa, ogni stile di vita diverso da quello occidentale-capitalistico, al punto che Servi e Padroni lo condividono come il “solo possibile”. Ma il Sistema della Politica cosa fa? Nel nostro paese (e negli altri) la “Sinistra”, sbiadita e non più marxista, è stata abbandonata dalla vecchia e tradizionale base operaia, ed ha anch’essa assimilato il Pensiero Liberal-Capitalista, riducendosi a proporre leggi che facilitano, in buona sostanza, l’Imperialismo del Denaro e delle Banche. La “Destra”, dall’altra parte, pur rischiando ad ogni passo di scivolare in comportamenti e proposte di legge di stampo “Fascista”, pare aver adottato concetti “anti-Global”, anche se non sappiamo quanto consapevolmente. Per spiegarci meglio: “No-Global” è la difesa della Sovranità Nazionale entro confini di stato ben definiti, solo ambito dove la Politica può liberamente legiferare in contrasto contro il Pensiero Unico” e tornare a prevalere sull’Economia; No-Global è la lotta contro le “Immigrazioni di Massa”, lotta che contrasta l’importazione di quella manodopera senza diritti che mette in pericolo il valore dei salari e un gran numero di posti di lavoro destinati altrimenti agli italiani. Certamente, secondo il parere di chi scrive, i “Valori” della Destra andrebbero affermati restando all’interno dei confini dell’Europa tutta, e non si dovrebbe mai arrivare a parlare di “ItalExit”. Se l’uscita dall’Europa dovesse infatti un giorno realizzarsi, ebbene, il nostro povero Paese sarebbe immediatamente “divorato” dalla Finanza Imperialistica Globale. Sinceramente, non lo vogliamo e non ce lo meritiamo. E che dire, infine, del “Blocco dei Porti” di salviniana memoria? Nulla, solo metodi fascisti applicati contro i poveri di paesi poverissimi, crudeltà gratuita e sfoggio di forza contro che forza non ha, anche se il piano dell’ex Ministro degli Interni si è, di fatto, messo in contrasto con l’”Emigrazione Forzata” voluta dal Capitale Internazionale. Concludendo, posso affermare che, non volendo vedere il popolo italiano trasformarsi in servo della gleba, dobbiamo democraticamente lottare con tutta la forza che possediamo, forza morale e cristiana, contro la “Glebalizzazione”, gabbia, o prigione se volete, nella quale tutto il mondo sta per essere rinchiuso.

La Spezia - 02/11/2019

Dott.Roberto Sensoni

PROGRAMMA GENERALE DELLA NUOVA DEMOCRAZIA CRISTIANA

  La Nuova Forza Popolare e Politica è aperta a tutti i credenti e ai non credenti, attorno ad un Progetto di Rinascita del Paese e dell’Europa. Per realizzare tutto ciò, si ritiene necessaria la riscoperta di un Pensiero Forte che faccia riferimento ai principi della Costituzione, della Dottrina Sociale della Chiesa e alle dichiarazioni sui Diritti dell’uomo. La nuova forza ha bisogno di un Sistema Elettorale Proporzionale capace di ridare viva voce e piena rappresentatività a tutti i settori vitali della società, valorizzando il ruolo del Parlamento e degli organi elettivi ad ogni livello, nel quadro di una forte affermazione della Democrazia Rappresentativa e Partecipata, e necessita di un Modello di Ordine Sociale Fondato su Stato, Mercato, Comunità…

Inoltre, deve:

1) Combattere contro alcuni fenomeni di portata epocale quale quello della Globalizzazione, che oltre ad arricchire chi ricco lo è già, porta ad un aumento sistemico delle diseguaglianze sociali, provoca delocalizzazione della produzione ed incremento massivo degli straordinari flussi migratori già in atto, degrado delle condizioni ambientali e climatiche, e caduta dei valori etici, sia nella sfera pubblica che privata.

2) La Politica deve tornare a svolgere un ruolo fondamentale per la rigenerazione della vita pubblica, prevalendo sui dictat dell’Economia Globalizzata, entro confini nazionali saldamente difesi, unico ambito dove ancora si può ancora onestamente legiferare senza subire l’influenza dei Poteri Forti e delle Lobby Internazionali.

3) Dare lavoro a tutti, deve essere considerato il primo obiettivo politico della repubblica. Ma il lavoro deve essere meritocraticamente retribuito, deve avere un dignitoso potere d’acquisto, turni, ferie ed orari umanamente concepiti, e, soprattutto, non deve subire la concorrenza da parte di lavoratori forzosamente immigrati e senza diritti sindacali, né salariali. D’altra parte, esiste pure un Sistema Produttivo da Rilanciare in tutto il paese, ma anzitutto nel Mezzogiorno, evitando le perniciose delocalizzazioni in terre straniere di fabbriche italiane. Sono inoltre da riformare le Istituzioni, lo Stato e i Partiti. Mentre la Famiglia, la Procreazione e l’Educazione dei figli sono da sostenere senza indugi. Il Sistema Formativo e la Scuola sono da rianimare. La Condizione Giovanile da sollevare ed agevolare. Ed, infine, la Persona deve essere messa al centro dell’interesse della comunità, e la sua Dignità deve essere posta al di sopra di tutto e in tutti gli stadi della vita, dal momento del concepimento fino alla sua conclusione naturale.

4) Lo Stato deve tornare ad essere nuovamente orientato verso una Funzione di Garanzia e di Servizio per il cittadino, le famiglie e le organizzazioni intermedie, cessando di essere vessatorio e colluso con i poteri forti.

5) Le Scandalose Diseguaglianze sia tra ceti sociali, sia tra Nord e Sud, devono essere colmate.

6) Lo Stato, i partiti, le associazioni, i cittadini tutti devono infine lottare contro la Corruzione, l’Evasione e l’Elusione Fiscale, che tante risorse tolgono al paese; per la Dignità del Lavoro; per la Tutela della Salute, e la Salvaguardia dell’Ambiente, bene fondamentale per l’umanità tutta; per Estendere le Libertà, Rinforzare la Democrazia e Promuovere la Solidarietà.

La Spezia, 31/10/2019

 

(Dott.Roberto Sensoni – Segretario Politico Regionale della Liguria e Vice-Segretario Nazionale per lo Sviluppo e l’Organizzazione)

Agli amici democristiani e a tutti quelli che amano lo Scudo Crociato

Finalmente possiamo affermarlo con fermezza e decisione e senza tema di smentite: la Democrazia Cristiana scenderà in campo per le prossime Elezioni Regionali della Toscana e della Liguria! Dopo 26 anni di assenza dalla politica che conta, quella dei Comuni, Delle Regioni, delle Province e del Governo della Repubblica, ritroveremo la DC sulle liste elettorali! I cittadini ritroveranno il simbolo che ha fatto la storia d'Italia con i suoi valori, il suo equilibrio, la sua esperienza istituzionale, la sua attenzione verso tutte le classi sociali. Il simbolo storico, amato da milioni di italiani, tornerà finalmente a far spicco sulle liste elettorali di tutto il Paese, e gli eletti torneranno a ricoprire quello spazio lasciato libero al centro dagli dagli estremisti di destra e di sinistra, estremisti che stanno conducendo l’Italia, la nostra amata nazione, alla rovina. Prima che sia troppo tardi, votate e sostenete la Democrazia Cristiana. Viva la DC!

Quinto Bernardi e Roberto Sensoni, segretari politici regionali di toscana e liguria.

(29/10/2019)